Filiera M18
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Guida rapida: scegliere il maschio giusto
Quali tipi di filiere esistono e a cosa servono?
Le filiere si dividono in tonde e esagonali:
Tonde (DIN 223 / ISO 2568): le più precise, usate con portafiliere.
Esagonali (DIN 382): si usano con chiavi a forchetta o a bussola in spazi ridotti o per ripassare filetti esistenti. Meno precise, ma pratiche per manutenzioni e interventi rapidi.
Quali sono le filiere specifiche per acciaio inox?
Le filiere per inox sono in HSSE o HSS-PM, con entrata a spirale per ridurre lo sforzo e favorire l’evacuazione del truciolo. Spesso hanno trattamento VAP (ossidazione a vapore) che migliora la lubrificazione e previene l’impastamento.
Le filiere HSS standard si consumano velocemente e non sono adatte all’inox.
Cos’è l’“entrata a spirale” e quali vantaggi offre?
È un’inclinazione elicoidale dei primi denti del filetto.
Garantisce avvio progressivo, migliore evacuazione del truciolo e taglio più fluido.
Riduce vibrazioni e rischio di grippaggio, particolarmente utile su materiali tenaci (inox, rame, ottone) o su macchine automatiche.
Cosa serve per filettare a mano correttamente?
Portafiliere: assicura centraggio e coppia costante.
Guida filiera: mantiene l’allineamento perpendicolare.
Lubrificante da taglio: indispensabile per ridurre attrito e usura.
Smussare sempre l’inizio del pezzo (2–3 filetti).
Durante la lavorazione alternare ½ giro avanti e ¼ indietro per rompere il truciolo.
Quale materiale scegliere: HSSG, HSSE o HSS-PM?
HSSG: per acciai dolci, ghisa, ottone e alluminio.
HSSE (5 % Co): per acciai legati e inox; maggiore resistenza al calore.
HSS-PM: la più tenace, per lavorazioni gravose o automatiche.
Per inox e materiali difficili: HSSE o HSS-PM con entrata a spirale.
Esistono filiere rivestite? Cosa significa VAP?
Il rivestimento VAP (vaporizzazione a ossido di ferro) crea una superficie micro-porosa che trattiene il lubrificante, riducendo attrito e surriscaldamento. Aumenta la durata della filiera e la qualità della filettatura. Non modifica le dimensioni nominali come altri rivestimenti (TiN, TiAlN).
Cosa significano le tolleranze 6g, 6h, 4g e 4h?
Definiscono il diametro effettivo del filetto maschio prodotto:
6g: standard ISO più comune; accoppiamento con madreviti 6H.
6h: filetto leggermente più grande, utile per giochi maggiori o rivestimenti.
4g: tolleranza molto stretta con diametro ridotto, accoppiamento preciso e tenuta elevata, usata in meccanica di precisione.
4h: come 4g ma con offset maggiore verso il diametro esterno, quindi leggermente più “libera” pur restando di alta precisione.
Tolleranze strette - più precisione ma maggior attrito.
Tolleranze larghe - montaggio più fluido ma minor tenuta.
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